55) Engels. Con l'uomo entriamo nella storia.
Dopo aver affermato che la storia  soprattutto storia
dell'uomo, Engels osserva che sussiste ancora una colossale
sproporzione fra le mete prefissate e i risultati raggiunti.
F. Engels, Dialettica della natura (vedi manuale pagine 59-60).

 Con l'uomo noi entriamo nella storia. Anche gli animali hanno una
storia: quella della loro discendenza e graduale evoluzione fino
al loro stato attuale. Ma questa storia si compie da s: e nella
misura in cui gli animali stessi vi partecipano, lo fanno senza
consapevolezza e volont. Gli uomini, al contrario, quanto pi si
allontanano dall'animalit intesa nel senso ristretto della
parola, tanto pi fanno essi stessi la loro storia,
consapevolmente; tanto minore diviene l'influsso su tale storia di
fatti imprevisti e di forze incontrollate, tanto pi esattamente
il risultato storico corrisponde allo scopo prestabilito. Ma se
noi applichiamo questo criterio alla societ umana, anche a quella
dei popoli pi evoluti nel presente, troviamo che in essa sussiste
ancora una colossale sproporzione fra le mete prefissate e i
risultati raggiunti; che i fatti impreveduti predominano, che le
forze incontrollate sono molto pi potenti di quelle messe in
movimento secondo un piano. E non pu essere altrimenti, finch
l'attivit storica pi essenziale degli uomini, quell'attivit che
ha sollevato l'uomo dall'animalit all'umanit e che costituisce
la base materiale di tutte le sue altre attivit: la produzione di
ci che  necessario per vivere (il che significa oggi la
produzione sociale), resta soggetta all'alterno gioco di influenze
imprevedute di forze incontrollate e realizza solo eccezionalmente
l'obiettivo voluto, molto pi spesso invece esattamente l'opposto:
Nei paesi industriali pi progrediti noi abbiamo domato le forze
naturali e le abbiamo costrette al servizio degli uomini; abbiamo
cos moltiplicato all'infinito la produzione, tanto che un
fanciullo oggi produce pi di quello che producevano ieri cento
adulti. E quali sono i risultati? Crescente sopralavoro e miseria
crescente delle masse, e una grande crisi ogni dieci anni. Darwin
non sapeva quale amara satira scrivesse sugli uomini, ed in
particolare sui suoi compatrioti, quando dimostrava che la libera
concorrenza, la lotta per l'esistenza, che gli economisti esaltano
come il pi alto prodotto storico, sono lo stato normale del regno
animale. Solo un'organizzazione cosciente della produzione sociale
nella quale si produce e si ripartisce secondo un piano pu
sollevare gli uomini al di sopra del restante mondo animale sotto
l'aspetto sociale di tanto, quanto la produzione in generale lo ha
fatto per l'uomo come specie. L'evoluzione storica rende ogni
giorno pi indispensabile, ma anche ogni giorno pi realizzabile
una tale organizzazione. Essa segner la data iniziale di una
nuova epoca storica nella quale l'umanit stessa, e con essa tutti
i rami della sua attivit, in particolare la scienza della natura,
prenderanno uno slancio tale da lasciare in una profonda ombra
tutto ci che c' stato prima.
F. Engels, Dialettica della natura, Editori Riuniti, Roma, 1971 3,
pagine 50-51.
